Makara torna ad Arrupe

MakaraMakara era un bambino quando rimase vittima di una dei milioni di mine antiuomo che ancora oggi si trovano disseminate nel territorio della Cambogia. E’ stato ricoverato ed operato nell’Ospedale di Emergency dove gli è stata messa una protesi.  Poi  è stato accolto ad Arrupe, il Centro di Accoglienza per bambini e ragazzi con disabilità fondato dal vescovo Enrique Figaredo nella Prefettura apostolica di Battambang, una zona ad alta concentrazione di mine.

Quando fu grande abbastanza, Makara lasciò Arrupe ed entrò a far parte di una nuova grande famiglia: La Bottega de Il Nodo a Phnom Penh. Ha subito dimostrato grande abilità e una forte indole creativa, diventando tra i più bravi e capaci del suo corso, ma se da un lato dimostrava un notevole talento, dall’altro mancava spesso di disciplina e controllo: insomma un vero genio ribelle.

Avvicinandosi il momento del diploma in Artigianato di Design, due rappresentanti di Arrupe hanno fatto visita alla Bottega anche per parlare del giovane Makara. In particolare, Arrupe sarebbe interessata ad assumere il ragazzo per il negozio interno alla Prefettura, dove oltre ai prodotti di artigianato, il Centro vorrebbe aprire anche un piccolo workshop di lavorazione dei metalli, in cui Makara, potrebbe mettere a frutto le competenze apprese in Bottega realizzando oggetti e magari anche insegnando. Chissà che non possa essere anche un’occasione di maturazione per Makara. Il Nodo sarebbe felice di collaborare all’apertura di un laboratorio a Battambang e soprattutto con uno dei suoi migliori allievi.

Non è stato sempre facile seguire il carattere difficile di Makara nei due anni in cui ha frequentato la Bottega, ma vederlo partire sarà comunque un dispiacere.

 

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