Scuola e povertà

OLYMPUS DIGITAL CAMERASokha è triste, nonostante studi con impegno, sa di non essere pronta per gli esami. Solo i compagni più ricchi possono pagare le lezioni preparatorie che gli insegnanti danno a scuola in orario extrascolastico, lezioni che la sua famiglia non può permettersi.

La scuola pubblica, soprattutto nelle zone rurali, è povera e non del tutto gratuita. Gli insegnanti -sottopagati – sono soliti chiedere una monetina ad ogni bambino per farlo entrare in classe al mattino, penalizzando le famiglie più povere e numerose. La maggior parte dei bambini di villaggio, se non sono costretti ad abbandonare prima la scuola, alla fine delle elementari difficilmente sono in grado di leggere un testo. I maestri insegnano il minimo durante le ore di scuola, il resto è riservato a chi paga le ripetizioni del pomeriggio. La scuola pubblica diventa così scuola privata, non incoraggia il progresso e perpetua la povertà.

La generalizzata corruzione degli insegnanti è avallata da paghe da fame. Il sistema non incoraggia lo studio, è promosso chi paga e non chi si impegna. I ragazzi che seguiamo negli orfanotrofi e nei villaggi ci chiedono un contributo per le ripetizioni che l’insegnante dà dopo l’orario scolastico.

Qualcosa sta cambiando: fino a un paio d’anni fa era facile comperare i i test degli esami, ma il Ministero dell’Istruzione si è reso conto che gli studenti arrivavano all’università impreparati ed ha blindato gli esami. Hang Chuon Naron, l’attuale ministro della Pubblica Istruzione ha avviato una vasta operazione per riorganizzare il sistema scolastico. Si stanno adeguando gli stipendi del personale docente per cercare di interrompere la catena della corruzione.

In sede di esami, i candidati vengono perquisiti affinché non abbiamo con sé cellulari o testi delle prove d’esame. Il giro di vite ha colto impreparati gli studenti e il primo anno solo il 30 per cento dei candidati ha superato gli esami. Le famiglie abituate a comperare il favore degli insegnanti non sanno accettare le nuove regole, si sentono tradite dalle nuove pretese del Ministero e protestano apertamente: con tutto quello che abbiamo speso in questi anni la maturità ora non è più garantita.

Rimane il problema del colmare carenze lontane perché nessuno ha mai chiesto ai giovani di studiare per superare gli esami ed affrontare le regole da poco imposte. Il sistema muta molto lentamente, mentre invece rapidamente sono aumentati i prezzi e l’unica strada all’educazione sono le scuole private, costosissime che solo pochi si possono permettere.

Ma fatto ancora più grave questa abitudine alla corruzione acquisita sin dalla più tenera età – comperare il maestro che per i bambini è il più importante rappresentante dell’autorità – ha condizionato il comportamento dei cittadini che trovano normale corrompere il vigile, il poliziotto, il funzionario, il medico.

Il Nodo si affianca agli sforzi fatti dal Ministero della Pubblica istruzione per cambiare il sistema. Ai bambini non si insegna solo a leggere scrivere e fare di conto ma si devono trasmettere valori, e molti insegnanti sono con noi in questo impegno.

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