Il Maestro Nhan porta gli studenti al Museo

Student- teacher at Royal Palace

Il maestro Nhan prima di entrare in Bottega non aveva mai lasciato il Villaggio degli Argenti, ha lavorato una vita seduto per terra usando i piedi come morsa. Ha appreso dal padre e dal nonno l’arte dell’argenteria e quando è entrato in Bottega per insegnare agli studenti Il Nodo non è stato facile farlo sedere a un banco di lavoro.

Con i designer italiani – Renzo Bighetti e Rossella Tornquist – che hanno lavorato con gli studenti portando design e creatività, il maestro Nhan è stato gentile ma poco propenso ad abbandonare le tecniche tradizionali. Gli studenti si facevano trascinare dall’entusiasmo per ogni novità, ma per lui c’è sempre stato un solo modo di lavorare l’argento.

Ma quando Dorothée Etienne, la designer francese, ha portato i ragazzi per la città alla ricerca di ispirazione, anche l’anziano maestro è stato affascinato dall’idea e oggi ha portato la classe al Museo Nazionale, luogo ricco di motivi tradizionali cui attingere.

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Il Ministero Cambogiano degli Affari Sociali comunica i nuovi programmi e denuncia la corruzione

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Il MOSVY, Ministry of Social Affairs, Veterans and Youth Rehabilitation, ha invitato tutte le ONG, Organizzazioni non governative, presenti in Cambogia, per comunicare il Nuovo Programma Strategico 2014-2018 varato dal governo.

Molta apprensione fra le 141 ONG presenti: è già apparso chiaro a tutti che la politica del nuovo Ministro Vong Soth è molto più rigida di quella del suo predecessore, ma con grande sorpresa di tutti il Ministro ha esordito denunciando pubblicamente la corruzione del personale del Ministero accanendosi in particolare col funzionario delle finanze, un omone grande e grosso che ha continuato ad alzarsi in piedi a mani giunte chiedendo umilmente perdono e pregando il Ministro di non infierire ulteriormente.

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Seyla finalmente può andare a scuola

14.10 Yan Sreylen receives school materials

Seyla è felice, finalmente anche lei può andare a scuola. Tutte le mattine ha guardato i fratelli partire con la cartella mentre lei restava a casa a badare al fratellino. La sua famiglia non poteva permettersi un altro studente.

In Cambogia la scuola non è completamente gratuita. Dati i bassissimi stipendi degli statali, i maestri sono soliti chiedere un piccolo obolo agli allievi per farli entrare in classe al mattino, anche poche monetine per quattro figli sono tanti soldi. E poi bisogna comperare il necessario per la scuola, ancora altri soldi.

Oggi al villaggio è arrivata la consegna del materiale scolastico per tutti i bambini sostenuti dal Progetto di Alfabetizzazione Il Nodo: Phary ha consegnato a ognuno quaderni, libri di testo, penne, matite, gomma, righello, compasso, un paio di scarpe e l’uniforme. Seyla ha sempre sognato di indossare gonnellina blu e camicetta bianca, la divisa scolastica per lei è il segno del cambiamento: non più la risaia ma la scuola, lei non sarà una mondina come la mamma, forse sarà un’insegnante, forse un’impiegata.

In Bottega è nato un nuovo bracciale

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A Ratthana la scuola non è mai piaciuta e dopo diverse bocciature ha smesso di studiare. Per guadagnare qualche soldo si alzava all’alba ogni mattina e, fra nugoli di zanzare, andava a raccogliere trokun, un’erba selvatica che cresce nell’acquitrino intorno al villaggio.  Poi su consiglio di Padre Mario si è iscritto alla Bottega dell’Arte perché un suo amico gli ha detto che si disegnava e a lui disegnare piace molto.  Quando gli studenti della Bottega sono usciti con Dorothée alla ricerca di motivi da sviluppare in classe, una voluta su un cancello l’ha colpito, ci ha lavorato con il maestro di disegno,  ha fatto tante prove fino a creare un bracciale che tutti hanno trovato bellissimo.  Lo guarda e lo riguarda, gli sembra impossibile che sia uscito dalle sue mani…

Una scuola per un mondo che cambia

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Sreyvit è cresciuta con Il Nodo che le ha permesso di andare a scuola e bere acqua pulita. Il Nodo ha aiutato la sua mamma ad aprire una bancarella dopo la morte del marito ma la bancarella è stava presto venduta per pagare la cerimonia dei cento giorni dalla morte e Sreyvit che era molto orgogliosa di poter usare nel commercio della madre le conoscenze acquisite a scuola è rimasta disoccupata.

Nei villaggi nessuno sa leggere o scrivere, non ci sono libri, né giornali o riviste, ma soprattutto non ci saranno domani, quando i ragazzi usciranno dalla scuola, opportunità di lavoro per chi ha acquisito quelle competenze. La scuola, così com’è intesa oggi, con quelle materie e quei metodi d’insegnamento, può solo preparare i giovani ad emigrare verso i rischi della grande città, non certo a rimanere nel loro villaggio migliorando la qualità della vita loro, della famiglia e della comunità.

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Più cellulari che latrine

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Thida torna alla sua capanna dopo il corso di igiene Il Nodo: a tutti i bambini del villaggio riuniti sotto un albero Lam ha raccomandato di fare tutti i giorni il bagno con sapone e shampo, di lavare bene gli alimenti, bere acqua filtrata, usare la latrina e non i campi o lo stagno per i propri bisogni. Ma Thida la latrina non ce l’ha!

La Cambogia a prima vista è un paradiso – risaie verdi, palme alte flessuose, laghetti fioriti di loto rosa, templi che sembrano calati dagli dei nella giungla – ma a causa della mancanza delle più elementari strutture igieniche vanta la più alta mortalità infantile del Sudest Asiatico: 2.300 decessi di bambini solo nell’ultimo anno.

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