CHI E’ L’ALIENO?

 

bambine

Un paio di volte negli ultimi tempi mi è capitato d’incontrare amici che non vedevo da anni.  Amici eravamo trenta, quarant’anni fa.

Con il primo siamo stati soci nell’avventura cinese. Quando gli ho raccontato di me, della mia famiglia – e naturalmente de Il Nodo – la sua reazione è stata di incredulità, mi ha guardato come un incosciente che sottrae tempo e denaro ai suoi figli, per aiutare persone lontane che nemmeno conosce.

Il secondo, i nostri padri sono stati compagni di lotte politiche e di impegno sociale, scrive di me: Alberto è attualmente impegnato con un NGO terzomondista milanese che opera in Indocina. Penso che il fatto di essere stato educato dai Salesiani di Milano lo predisponga a questo tipo di lavoro che a me, educato sempre a Milano ma dagli Svizzeri Pestalozziani, riuscirebbe del tutto alieno. Chi dei due è l’alieno?

Non sono stato educato dai Salesiani, ho frequentato normali scuole pubbliche e da mio padre ho ereditato un impegno che più tardi con Luciana, nel nostro peregrinare, ci ha permesso un’apertura al diverso, cercando l’incontro e lo scambio con l’altro.

Mi stupisce che persone preparate, con tutti gli strumenti a disposizione non riescano a vedere al di là dei proprio piccolo mondo. Il benessere, la lotta costante per avere di più e di meglio, il puntare sempre più in alto, non permettono di vedere chi lotta per avere l’indispensabile, e che con le nostre ambizioni costantemente calpestiamo.

La Cambogia è lontana, ma i barconi carichi di profughi arrivano nei nostri mari, sbarcano migliaia di disperati sulle spiagge su cui vorremmo abbronzarci quest’estate. Molti di noi vorrebbero solo che quelle spiagge fossero pulite, che quelle acque risuonassero solo delle risate dei nostri bambini.

Già “i nostri bambini”, sacri in ogni famiglia, per loro si spendono fiumi di soldi. E gli altri bambini? Occhi spaventati fra le braccia delle madri, scarti, sottoprodotti? Ma un bambino è un bambino in tutto il mondo.

Noi aspiriamo a meritate vacanze dopo mesi di lavoro, ma per chi non ha più o non ha mai avuto lavoro, nemmeno il diritto a un futuro?  Che vuol dire nel migliore dei casi dura fatica, sottopagata, in situazioni sempre precarie, lontano da affetti e famiglia.               Povera gente! lontana da’ suoi, in un paese, qui, che le vuol male.  E’ una storia antica che non cambia mai.

Ma i molti amici che sostengono i nostri progetti in Cambogia dimostrano che c’è chi sa anche guardare più lontano.

Alberto Cannetta

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One thought on “CHI E’ L’ALIENO?

  1. E’ davvero curioso come in Italia non si concepisca un atteggiamento di inclusione o di solidarietà se non in relazione con la cultura cattolica. Senza nulla togliere a Caritas e alle centinaia di iniziative che provengono da questa fonte, è possibile che nemmeno una persona di formazione “svizzero-pestalozziana” riesca a pensare a una solidarietà italiana non animata da una chiesa? L’Italia non è un paese per laici, oltre che per svariate altre categorie culturali.

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